venerdì 17 maggio 2013

Comma 22 - Se Paolo Ferraro si dichiara pazzo non può essere pazzo

 
Tutte le persone minimamente informate conoscono il caso emblematico del magistrato Paolo Ferraro che, a differenza di tanti altri suoi onesti colleghi fermati in tempo, è riuscito a diffondere delle verità molto sgradite al Sistema prima di essere eliminato fisicamente o dichiarato ufficialmente "pazzo".
Esattamente come nel caso dell'Avv. Franceschetti (a sinistra nella foto) , è ragionevole credere che a tutt'oggi l'esistenza in vita di Ferraro sia dovuta al polverone che è riuscito ad alzare tramite internet e grazie alle conferenze in cui è intervenuto.
Nonostante il suo sia un caso tutto sommato isolato - parlo della vicenda a cui è dovuta la sua illuminazione sul mondo reale in cui viviamo - mentre le vicende di cui si occupa Franceschetti sono molteplici, pare che il Sistema abbia le sue buone ragioni per accanirsi in particolar modo contro il magistrato.
Forse perché ha toccato un nervo particolarmente sensibile del Potere, riferibile probabilmente a "potenti" più potenti di altri, mentre l'avvocato viterbese spara a mitraglia concentrandosi forzatamente meno (di Ferraro) su ogni singola vicenda.

Ora che il Sistema è "sputtanato" - almeno sulla rete e per i meglio informati - le contromisure rimaste per il magistrato scomodo sono l'omicidio (conoscendo le metodiche del Sistema, si può ipotizzare un omicidio "bianco" ovvero una sparizione oppure un più convenzionale travestimento da suicidio con strascico di testimoni pronti a spergiurare l'instabilità mentale del magistrato negli ultimi tempi) oppure una dichiarazione ufficiale - ovvero una sentenza pubblica supportata dai media - della sua infermità mentale.
E pare proprio che sia la linea difensiva che permetterebbe al coraggioso magistrato di rimanere in vita anche non più credibile mediaticamente nel ruolo di Pubblico Accusatore.
 
Dalle newsletter dell'Avvocato Marra, un altro oscurato molto pericoloso per il Sistema, altro che Beppe Grillo...:


Ecco perché stanno per uccidere il PM Paolo Ferraro
 
Paradossalmente il Dott. Mario Rosario Ciancio – Presidente della I Sezione bis dell'Ufficio del Giudice Tutelare del Tribunale Civile di Roma – che ovviamente sa tutto (sono cose di dominio pubblico), e che ha dichiarato che si pronunzierà entro un mese circa, potrebbe decidere di dichiarare pazzo il pur sanissimo PM Paolo Ferraro per salvargli la vita.
 
 
Ciò in relazione all'udienza di ieri, 16.5.2013, per la conclusione dell'incredibile procedimento per la nomina di un amministratore di sostegno per Paolo Ferraro, difeso dall'avv. Antonella M. Rustico, dall'avv. Salvatore Frattallone, e da me (da parte mia soprattutto per gli aspetti socio-politici e 'dietrologici', perché – salvo a sapere, perché lo frequento, che Paolo è sano come un pesce – non avevo seguito fin qui gli aspetti formali della questione, anche se ora lo difendo dinanzi al Consiglio di Stato contro il provvedimento del CSM con il quale lo hanno destituito).
 
 
L'eventuale tentativo di  Ciancio di salvargli la vita dichiarandolo pazzo sarebbe però inutile: lo uccideranno lo stesso.
 
 
È vero infatti che se venisse riconosciuta la sua d'altra parte palese sanità e venisse ripristinato nel suo ruolo di PM causerebbe un maxi processo in seguito al quale moltissimi magistrati e uomini di punta delle istituzioni italiane ed europee, del Governo, dell'esercito, dei media eccetera sarebbero travolti, e che i fatti, una volta sfondati i muri del silenzio della cosca mediatica, trasformerebbero la collettività in un'univoca moltitudine ruggente che li spazzerebbe via tutti.
 
 
Ma è vero anche che ormai non c'è più niente da fare: le cose sono state dette e troppi sono intenzionati a portarle avanti, a partite da me, e non possono ucciderci tutti.
 
 
Senza contare che l'uccisione di Paolo è inevitabile solo perché sono degli idioti e perderanno il controllo, ma, non solo non servirà a niente neanch'essa, ma anzi la vista del suo cadavere renderà ancora più furiosa la società, sempre più inviperita a causa del silenzio della cosca mediatica.
 
 
Una complessa situazione in cui bisognerà poi vedere che ruolo ha il fatto che il PM e il giudice Ciancio sono stati scelti, perché manca in Italia una legge sulle assegnazioni delle cause.
 
 
Mancanza di una legge che – ho scritto una trentina di anni fa – è uno strumento per la predeterminazione dell'esito dei giudizi, nel senso che, per la scelta dei giudici e dei PM, si seguono di solito criteri automatici (prefissati, ma non per legge), salvo nei casi in cui qualcuno che vi ha interesse e ne ha il potere decide di fare diversamente.
 
 
Cose che non posso dire se siano avvenute nel caso specifico perché non lo so (se lo sapessi lo direi) potendo però dire che sussistono le condizioni normative perché in questo come in altri casi il PM e il giudice possano essere stati concordati o magari anche solo scelti per il tipo di cultura, gli orientamenti, le posizioni psicologiche, le inclinazioni, i trascorsi, le appartenenze, e insomma per fare in modo che l'esito del giudizio sia in un modo o nell'altro segnato a priori.
 
 
In ogni caso una cosa è certa: la magistratura non può permettersi il lusso che Paolo sia sano di mente.
 
 
Anch'io, infatti, sostengo che la magistratura, l'esercito, le istituzioni, i governi, sono pieni di criminali deviati che è inesatto finanche definire massoneria, perché sono solo una cosca internazionale (bilderberg e altro) che decide le sorti delle democrazie e nello stesso tempo è persino dedita a follie tipo i riti satanici, le violenze sessuali, il condizionamento subliminale del pensiero, e che tutta questa gentaglia è dietro la strategia della tensione, le stragi, l'abbattimento delle torri gemelle, la finta uccisione di Bin Laden, morto dieci anni prima di essere stato 'ucciso' da Obama, eccetera eccetera.
 
 
Solo che Paolo su queste cose ha fatto delle indagini come PM, ed ha in mano prove, fatti e cose che possono dimostrarle in un processo, ed era lì lì per presentare le richieste di arresti e rinvii a giudizio.
 
 
Un processo che, se lo ripristinassero nel ruolo, non sarebbe più possibile insabbiare, come si è sempre fatto, perché ormai sono troppi quelli che sanno e dicono in ogni dove che politica, istituzioni e media sono una cosca criminale che opera ai danni della collettività e che la magistratura è globalmente collusa culturalmente e in buona parte anche materialmente corrotta.
 
 
Ciò detto, caro Ciancio, poiché ieri ho capito che sei un uomo di buona volontà, posso farti una richiesta non proprio rituale, ma giustificata dalla gravità della situazione?
 
 
Una ritualità che d'altra parte, lo sai bene, è ormai solo nelle forme e nelle rappresentazioni che ne dà la cosca mediatica, ma non esiste nei fatti perché, dietro il sipario, accade di tutto e c'è una lotta bestiale su come dovranno essere decise le cause che contano.
 
 
Insomma la mia proposta è: vogliamo incontrarci tu, Antonella Rustico, Salvatore Frattallone e io, e cercare di trovare una soluzione concordata per evitare di dover dichiarare pazzo Paolo Ferraro come unica soluzione per evitare che lo uccidano?
 
 
Anche perché – lo mando a dire a coloro che tremano per la diffusione delle notizie dei crimini in grembiulino che hanno commesso – in fondo non è un problema: siete così tanti che non vi si può far niente: siete un partito, siete un esercito.. Come vi si potrebbe punire tutti?
 
 
Non sono infatti collusi – per aver taciuto in un silenzio che è assenso – l'intera magistratura, l'intera politica, le intere istituzioni e i media?
 
 
Insomma, miei cari, carissimi criminali mediatici e Istituzionali, non preoccupatevi, sono un 'immoralista', perché i moralisti mi fanno schifo, e vi assicuro: non potrà che esserci una generale amnistia, e alla fine sono anche certo che diverremo tutti amici, rideremo insieme e magari una volta, per farvi piacere, vi accompagnerò anche a puttane, perché sappiate che, e badate che non scherzo, se siete così stronzi è solo a causa dell'errata concezione di sessualità che avete voi stessi istituito per poter realizzare il tipo di potere di cui siete espressione.
 
 
E se non mi credete leggete il mio Dialogo tra l'uomo generico e il potere, di cui a La storia di Giovanni e Margherita, e vedrete che ve lo sto dicendo dal 1985.

17.5.2013,

Alfonso Luigi Marra